Si consolida il mercato dei mutui green, finanziamenti destinati a immobili altamente efficienti, che raggiunge il 21% del totale dei mutui assicurati, in crescita rispetto al passato. È quanto emerge dal nuovo report di Qualis Credit Risk.
Gli immobili green hanno un prezzo medio di acquisto di 188.000 euro, contro i 135.000 euro per un immobile non green: un differenziale di oltre 50.000 euro che riflette il maggior valore riconosciuto dal mercato all’efficienza energetica. Di conseguenza, anche la durata media del finanziamento è più lunga: 29 anni rispetto ai 27 di un mutuo tradizionale.
A livello territoriale, il Veneto si conferma la regione con la più alta penetrazione green, pari al 37,5%. È anche la regione con il maggiore divario di prezzo medio tra acquisti green e non green (71.000 euro), seguita dalle Marche (67.500 euro) e dalla Lombardia (66.100 euro).
Guardando all’età di chi compra casa con un finanziamento Hltv, chi acquista un immobile green ha in media 36,6 anni, circa tre anni in meno rispetto a chi sceglie un mutuo tradizionale (39,8 anni). Il divario generazionale emerge con chiarezza dalla distribuzione per fasce: gli under 40 pesano il 72,4% nel segmento green, a fronte del 60,6% nel mercato generale. Dai 41 anni in su, invece, il green risulta sistematicamente sottorappresentato rispetto al mercato complessivo, con un divario che si accentua all’aumentare dell’età.
Diversa è anche la composizione dei nuclei richiedenti, che mostra come il mutuo green sia più spesso un progetto condiviso: nel 2026 i mono richiedenti sugli acquisti green sono infatti il 44,5% rispetto al 52% dell’intero portafoglio.
“I mutui green raccontano soprattutto una trasformazione del mercato. L’efficienza energetica dell’immobile si riflette nel prezzo di acquisto e, di conseguenza, nelle caratteristiche del finanziamento: piani di ammortamento più lunghi e una maggiore incidenza di acquisti effettuati in coppia che testimoniano un progetto abitativo condiviso, che rende l’impegno economico più sostenibile” – dichiara Vittorio Bruno, head of commercial and underwriting di Qualis Credit Risk – “Accanto a questo emerge un fattore generazionale. Le fasce più giovani si rivelano più sensibili ai temi della sostenibilità e hanno maggiore familiarità con gli strumenti finanziari e sono quindi il naturale bacino di crescita del segmento”.




