mercoledì, Settembre 30, 2026

Alfabetizzazione economica per orientare le scelte immobiliari delle famiglie

Data:

Share post:

Economia e popolazione italiana, non un connubio vincente secondo gli ultimi dati diffusi da SWG Radar. Sebbene conoscerne i principi fondamentali, comprenderli e saperli applicare alla propria quotidianità sia essenziale per chiarire i meccanismi del mondo e della società in cui viviamo, un’informazione completa a 360° sul tema non appare esattamente essere la priorità dei nostri connazionali.

Il tema è rilevante anche in un’ottica di applicazione al settore immobiliare per diversi motivi, fra cui il fatto che una nozione base di economia che includa lettura dei mercati e del loro andamento potrebbe essere di supporto al cliente all’atto di vendita o acquisto di un immobile, includendo in tale processo l’affidarsi a un professionista qualificato, il rispetto delle normative vigenti, la corretta valutazione economica del bene e dunque anche della provvigione.

Si può tranquillamente affermare che in qualunque ambito una maggiore informazione si traduca in maggiore tutela per il consumatore finale.

E proprio riguardo l’impatto del fenomeno sul settore immobiliare si è espressa Simona Caramia, consigliere FIMAA MiLoMB con delega ai rapporti con il territorio di Monza Brianza: “Due sono i dati che trovo particolarmente significativi per il nostro settore. Il primo è che la maggior parte degli italiani si informa sui temi economici in modo prevalentemente passivo, mentre soltanto il 31% ricorre anche a fonti specialistiche. Ed è un elemento da considerare perché le decisioni immobiliari non dipendono esclusivamente dalle condizioni economiche del momento, ma anche dalla percezione che le famiglie hanno della propria situazione e delle prospettive future. Il secondo è che il 39% delle famiglie prevede, nel mese successivo, uscite superiori alle entrate. Il 26% pensa di farvi fronte riducendo i consumi, una piccola percentuale ricorrendo ai risparmi e una percentuale ancora inferiore attraverso il debito. È, questa, una fotografia interessante non soltanto della situazione economica percepita – continua Caramia – ma anche delle diverse strategie con cui le famiglie prevedono di reagire a uno squilibrio del proprio bilancio. L’acquisto di una casa coinvolge risparmio accumulato, reddito futuro e, molto spesso, accesso al credito. La propensione all’acquisto può quindi risentire non soltanto di tassi, prezzi e disponibilità finanziaria, ma anche delle aspettative sulla propria capacità economica futura. È qui che il modo in cui ci informiamo sull’economia acquista una rilevanza concreta anche per il nostro settore – afferma – non perché l’informazione generalista sia necessariamente meno corretta, ma perché indicatori nazionali e rappresentazioni generali dell’economia non sempre descrivono le condizioni di uno specifico mercato immobiliare, che può presentare dinamiche differenti per territorio, segmento e tipologia di immobile. Per chi opera nel settore ne deriva la precisa responsabilità di offrire elementi verificabili e pertinenti al mercato nel quale quella decisione viene presa. Prezzi effettivi, compravendite, condizioni del credito e dinamiche territoriali consentono di affiancare alla percezione del contesto economico generale una lettura più puntuale delle condizioni nelle quali si sta valutando una specifica operazione. In questo senso – conclude Caramia – anche osservatori e rilevazioni territoriali assumono un valore che va oltre il lavoro degli operatori, contribuendo a costruire un’informazione immobiliare più mirata e leggibile. Nel mercato immobiliare le percezioni contano perché possono incidere sui comportamenti. Metterle a confronto con dati pertinenti aiuta a comprendere meglio il contesto nel quale famiglie e operatori prendono le proprie decisioni”.

Ma i numeri parlano ancora di necessità di cultura in merito. Il 58% degli intervistati si dichiara “informato passivo”, ossia riceve le notizie senza cercarle in autonomia, e le riceve per lo più da fonti non specializzate sia online che media tradizionali. Gli informati attivi rappresentano il 31% di coloro che rispondono al sondaggio.

Alla domanda “Chi condiziona maggiormente l’economia italiana?” una buona parte di intervistati ha risposto l’UE, ma un’altrettanta buona parte ha risposto “Non saprei” subito dopo Governo e grandi imprese. Questi numeri messi insieme dimostrano che molti italiani sanno ancora troppo poco in materia e non sembrano essere interessati a cercare di sapere di più di economia. Ad informarsi per tramite di siti, riviste e media specialistici è meno di un italiano su tre.

Le idee sono più chiare, invece, riguardo ai settori verso cui investire in futuro: per la maggior parte degli italiani al primo posto c’è la sanità, seguita da istruzione, formazione, energie rinnovabili, turismo ed agricoltura. Spicca in questo senso la posizione ultimamente retrocessa della necessità di nuovi investimenti nel campo dell’Intelligenza artificiale, la quale, forse a causa degli ultimi dati di allarme su potenziali rischi e interferenze nella vita e nel lavoro umani, viene guardata con meno entusiasmo di prima. In particolare, il timore principale è che un sistema IA riesca ad accedere a reti, strumenti o dati senza averne l’autorizzazione. E così, nel dubbio, la maggior parte di coloro che han risposto all’indagine SWG hanno affermato che lo sviluppo IA debba proseguire però con cautela e controlli rigorosi.

di Sofia Gennaro – segreteria FIMAA MiLoMB

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui
Captcha verification failed!
Punteggio utente captcha non riuscito. Ci contatti per favore!

Ultimi articoli

Related articles

L’e-commerce italiano cresce ma non tiene ancora il passo europeo

Il commercio elettronico in Italia cresce ma arranca nel confronto con gli altri paesi del vecchio continente, perché ...

Savills con Opteven per la nuova sede al Bernina 12 di Milano di proprietà di Patrizia

Il team office leasing di Savills ha assistito Patrizia Ag e Opteven, gruppo internazionale attivo nei servizi e...

Rics celebra i 50 anni del Red book

La Royal Institution of Chartered Surveyors (Rics) celebra il 50° anniversario del proprio standard globale di valutazione, noto...

A settembre l’inflazione balza al +4,2%

L'Istat stima che nel mese di settembre 2026 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic),...